Karim Rashid (Cairo, 18 settembre 1960), figlio di padre egiziano e di madre inglese , è cresciuto in Canada. Ha studiato Design Industriale all’Università Carleton a Ottawa. Dopo la sua laurea nel 1982, perfezionò i suoi studi presso Ettore Sottsass e fece un praticantato presso Rodolfo Bonetto e KAN Design.
Karim Rashid svolse la sua attività anche presso un’agenzia di design, dove creava l’estetica dei trapani e di altri elettroutensili, apponendo sempre un piccolo simbolo personale, in modo da poter poi riconoscere, dopo la produzione, quali fossero i modelli che egli aveva disegnato.
Come designer, ideava sempre nuove forme e nuovi simboli, tanto da aver creato una raccolta completa, che egli utilizza ancora oggi, per firmare le sue creazioni. Oggi i simboli , unitamente alle sigle, rappresentano l’ alfabeto personale e caratterizzano il design e tutta la filosofia di vita di Karim Rashid.
Nel 1992 il designer aprì il suo proprio studio a New York City, a cui si aggiunse nel 2010 uno studio anche a Rotterdam nei Paesi Bassi. Egli svolge la sua attività di designer in tutto il mondo.
Rashid è stato anche per 10 anni Professore di Design Industriale. Oggi tiene spesso lezioni, come ospite di Università di fama internazionale, e partecipa a conferenze in tutto il mondo. Nel 2005, egli ha ricevuto la nomina di Dottore ad Honorem da parte del Corcoran College of Art and Design (CCAD) a Washington e nel 2006 gli è stato conferito lo stesso titolo da parte dell’Ontario College of Art & Design (OCAD) a Toronto.
Il suo lancio internazionale iniziò con la creazione del cestino della spazzatura in plastica “ Garbo Can “. Karim Rashid ha disegnato e realizzato oltre 3000 oggetti e ricevuto più di 300 premi di design, in oltre 35 Paesi. I suoi lavori sono esposti in molti grandi musei del mondo, quali il Museo di Arte Moderna (MoMa) a New York, il Museo di Arte Moderna a San Francisco e il Centre Pompidou a Parigi. Il suo stile viene denominato “ Blobismo “ – il mondo come una bolla.
Nel 2001 Rashid ha pubblicato la monografia “ I Want to Change the World “ – che rappresenta il suo motto di attacco e il suo manifesto.
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